COVID-19 e Superfici: Cosa Devi Sapere

COVID-19 Virus
Scopri quanto sopravvive il COVID-19 su diverse superfici, che efficacia hanno i prodotti per la pulizia e la sanitizzazione degli ambienti e la differenza tra sanificazione, disinfezione, detersione, igienizzazione, pulizia e sterilizzazione

In questo periodo complicato per tutti, dove se ne sono sentite di cotte e di crude sulla trasmissione del COVID-19, i ragazzi del team di ShoesOff Blog hanno deciso di fare un po’ di chiarezza sulla questione: quanto e come sopravvive il virus su diverse superfici, che efficacia hanno i prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione/sanitizzazione dei locali e, per finire, che differenza c’è tra disinfettante, sanificante, igienizzante per l’ambiente e detergente?

Questo articolo è per tutti quelli che, come noi, vogliono approfondire la questione e capirci qualcosa in più!

 

Partiamo dalla fine, che differenza c’è tra sanificazione, disinfezione, detersione, igienizzazione, pulizia e sterilizzazione?

Secondo il rapporto “Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento”, pubblicato il 15 maggio dall’Istituto superiore di sanità (ISS) sul suo sito istituzionale:

  • La sanificazione è un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.
  • La disinfezione è un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
  • La detersione consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione e un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
  • L’igienizzazione dell’ambiente è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute che riportano in etichetta diciture sull’attività ad es. contro germi e batteri, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti).
  • La semplice pulizia invece consiste nell’impiegare prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente – i due termini sono equivalenti – che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica.
  • Per ultima la Sterilizzazione, che consiste in un processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.

 

I prodotti che grarantiscono un’azione disinfettante battericida, fungicida, virucida, specifica il rapporto, o una qualsiasi altra azione volta alla distruzione, l’eliminazione o la neutralizzazione di microrganismi tramite azione chimica, ricadono in due distinti processi normativi:

  • quello dei Presidi Medico-Chirurgici (PMC)
  • quello dei Biocidi.

Tali prodotti, prima della loro immissione in commercio, devono essere preventivamente valutati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) (o altro organo tecnico-scientifico in ambito Nazionale) e autorizzati dalle Autorità Competenti degli stati membri dell’UE – per l’Italia il Ministero della Salute – sotto l’egida dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (European Chemicals Agency, ECHA).  I vari prodotti per la disinfezione che possono vantare proprietà nei confronti dei microorganismi, sono diversi dai detergenti e dagli igienizzanti con i quali, pertanto, non vanno confusi. Per questi ultimi, che non possono vantare azione disinfettante, non è prevista alcuna autorizzazione anche se devono essere conformi alla normativa sui detergenti (igienizzanti per gli ambienti) o sui prodotti cosmetici (igienizzanti per la cute).

 

Per quanto riguarda invece la stabilità nel tempo del virus SARS-CoV-2 su differenti superfici, il rapporto ci viene in aiuto con una tabella dalla quale si evidenzia che:

  • Sulla carta da stampa e velina le particelle virali infettanti sono state rilevate fino a 30 minuti dalla contaminazione; dopo 3 ore non sono più state rilevate.
  • Mentre sul tessuto la presenza di tali particelle è risultata più duratura nel tempo: sono state rilevate fino a 1 giorno dalla contaminazione e non più rilevate dopo 2 giorni.
  • Su banconote e vetro la presenza delle particelle virali infettanti è stata rilevata fino a 2 giorni dopo la contaminazione; non più rilevata dopo 4 giorni.
  • Mentre risulta essere più lungo l’intervallo di tempo su acciaio inox e plastica: le particelle virali infettanti sono state rilevate, infatti, fino a 4 giorni dalla contaminazione; non più rilevate dopo 7 giorni.

Testata anche la presenza delle particelle virali infettanti sulle mascherine chirurgiche: nello strato interno le particelle sono state rilevate fino a 4 giorni dalla contaminazione, dopo 7 giorni non sono state più rilevate; nello strato esterno invece le particelle virali sono risultate presenti fino a 7 giorni dalla contaminazione.

 

Speriamo che questo articolo vi sia stato utile a fare un po’ di chiarezza sulla questione e che vi possa aiutare nel rendere la vostra casa un’ambiente sicuro per tutti.

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