Rifiuti a Roma: Cosa aspettarsi da questo 2022

Rifiuti a roma
Scopri le ultime novità sulla questione rifiuti Roma, quali sono i cambiamenti messi in atto dall'AMA e le modifiche che verranno attuate tra fine 2021 e inizio 2022

Indice

I romani lo sanno bene, le strade sono sporche, i cassonetti straripano e gabbiani e cinghiali non fanno altro che peggiorare la situazione, rovistando nei secchi e spargendo a terra i rifiuti. La città sembra in uno stato di completo abbandono. Come se non bastasse, gli operatori ed i mezzi ama sono spariti dalla città.

Non ce n’è traccia.

La domanda che tanti romani si fanno è: “dove sono gli operatori di Ama? Dove sono i camion che dovrebbero ritirare i rifiuti?”

 

Rifiuti a Roma — Un meccanismo bloccato

Decine e decine di mezzi sono bloccati in fila per poter conferire il loro carico nei centri di smaltimento.

La filiera è abbastanza chiara:

  • Il cittadino getta i rifiuti nei cassonetti
  • Ama raccoglie i rifiuti
  • I rifiuti vengono portati nei centri di trattamento (TMB)
  • Una volta trattati, i rifiuti vengono portati negli impianti regionali

 

Se gli impianti finali, dove dovrebbero essere portati i rifiuti trattati, non sono in grado di gestire la mole di rifiuti in ingresso tutto il meccanismo si interrompe. I mezzi sono fermi, i cassonetti si riempiono, i cittadini iniziano a lasciare spazzatura sulla strada ed il decoro urbano, per non parlare dell’igiene, ne risente.

Nonostante la situazione già critica, le Regioni decidono di privare Roma Capitale di altri due siti di trattamento e smaltimento rifiuti. Una decisione che renderà ancora più difficile poter smaltire la raccolta urbana della nostra città.

 

Con un comunicato del 24 giugno 2021 AMA dichiara:

“Con le ulteriori, ultime novità non positive dell’indisponibilità di un impianto di trattamento in Toscana e del guasto al TMB di Ecologia Viterbo, lo sforzo di tutte le maestranze è divenuto ancora maggiore e tutto il personale, dagli operatori ecologici agli autisti, tecnici e ruoli direttivi, sta dando il massimo per minimizzare le criticità e contenere gli effetti sui servizi erogati ai cittadini derivanti dalla mancanza di sbocchi per i rifiuti, che non dipendono in alcun modo dall’azienda.

Proprio a partire dalla vicenda di Roccasecca, sono in corso indagini da parte della magistratura – ha sottolineato Ama. Nel rispettoso riserbo e doveroso silenzio dovuti a vicende simili, poiché’ AMA viene ingiustamente additata da più parti come potenziale causa di questa situazione mentre è stata in ogni modo parte attiva e protagonista per scongiurare ogni possibile crisi, qualora si arrivasse in giudizio l’azienda si costituirà come parte lesa, riservandosi di richiedere i danni subiti, per l’aumento dei costi sostenuti ed eventualmente anche per altri aspetti, all’esito del giudizio”

 

Rifiuti a Roma — La discarica di Albano Laziale

Oggi, 2 agosto 2021, ha riaperto la discarica di Albano Laziale.

I camion di Ama e Giovi possono quindi trasferire i rifiuti dei romani, già sottoposti a trattamento da Tmb. Questa discarica può raccogliere fino 84mila tonnellate di scarti. Anche se le proteste da parte di chi abita nella zona non hanno tardato ad arrivare: striscioni e grida di protesta da parte di tanti cittadini preoccupati che la riapertura della discarica possa essere pericoloso per la salute.

Dopo qualche problema legato alla mancata attivazione della polizza fideiussoria da parte della società titolare Ecoambiente ha comunicato al Campidoglio di aver ricevuto le garanzie bancarie necessarie all’esercizio dell’attività: la polizza di copertura, per eventuali danni ambientali, è di circa 2,5 milioni di euro.

I sindaci dei castelli si sono dichiarati apertamente contrari. Massimiliano Borelli, primo cittadino di Albano laziale ha scritto: “Ancora una volta si ripete la storia del grande che schiaccia il piccolo. C’è una prevaricazione delle esigenze di una città che, con i suoi amministratori, non ha saputo trovare le giuste misure per affrontare il problema della gestione dei rifiuti, a tutto danno della salute dei nostri concittadini e delle nostre comunità”.

L’ordinanza sindacale emanata dalla Città metropolitana ha imposto la riapertura del sito per una durata sei mesi. 180 giorni dovrebbero essere un tempo sufficiente per arrivare alle elezioni amministrative di ottobre con la città libera dai sacchetti di spazzatura.

 

Rifiuti a Roma — Cosa aspettarsi da questo 2022

A Monte Mario (zona nord di Roma) è finalmente iniziata la sostituzione dei cassonetti stradali, alcuni dei quali versavano in condizioni disastrose. Sono cassonetti da 1100 litri: i vecchi cassonetti, collocati per lo più nelle strade interne dei quartieri, presentava un’età media davvero ragguardevole e in molti casi era numericamente insufficiente in rapporto alla popolazione residente.

È iniziato ad agosto il piano complessivo di sostituzione dei cassonetti stradali nel Municipio XIV: si è partiti da Balduina per quanto riguarda la sostituzione dei grandi cassonetti da 2400 lt.

Progressivamente verranno interessati tutti gli altri quartieri dove sussiste ancora la raccolta stradale: si proseguirà con Torrevecchia, Primavalle, Torresina/Quartaccio.

Entro la fine di settembre avremo sulle nostre strade 3000 nuovi cassonetti.

La sostituzione dei cassonetti prevedrà una nuova colorazione, rispondente alla normativa UNI 11686/2017 già in vigore in moltissimi comuni italiani

  • Gli imballaggi in plastica andranno nel contenitore giallo, non più blu
  • La carta andrà nel contenitore blu, non più bianco
  • Restano le stesse colorazioni per Organico, Vetro e Indifferenziato.

Per facilitare la comprensione su ogni cassonetto è comunque indicata la tipologia di rifiuto da conferire.

Questo lavoro rientra in una più ampia opera di rilancio e rinnovamento di AMA.

Dopo il risanamento del bilancio, dove sono stati scoperti ulteriori 250 milioni di debiti delle gestioni 2003-2016, è stato approvato l’apporto di capitali per 256,4 milioni di euro.

Tra le prime azioni rientrano:

  • 41.000 nuovi cassonetti
  • 300 nuovi posti di lavoro con l’ingresso di cui 225 operatori ecologici
  • 845 nuovi mezzi: 298 mezzi per la raccolta stradale, 459 mezzi leggeri per il servizio porta a porta e 88 spazzatrici
  • Due impianti di compostaggio e un nuovo TMB

Ma tutti questi sforzi da soli non bastano a liberare Roma dal problema rifiuti: per il miglioramento della fase di raccolta, queste iniziative devono essere supportate da un altrettanto importante lavoro per la creazione a livello regionale di impianti di smaltimento.

Senza impianti dove poter smaltire i rifiuti raccolti nelle nostre strade la situazione resterà critica!

 

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