Quanto costa un pavimento autobloccante (2021)

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Il pavimento autobloccante è uno dei più utilizzati nell’ambito edile residenziale, viene adoperato per vialetti, accesso automezzi, parcheggi dei centri commerciali, siti industriali o ampie aree commerciali.

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Indice

In questo articolo scoprirai quanto costa un pavimento autobloccante, tutte le caratteristiche ed i vantaggi di questa pavimentazione e le tipologie più diffuse in commercio.

 

Caratteristiche e vantaggi di un pavimento autobloccante

Iniziamo con il definire un pavimento autobloccante: per pavimento autobloccante si intende un rivestimento che non necessita di collante o adesivi per aderire e può essere quindi posato a secco, grazie agli incastri di cui sono composti i blocchetti. Il pavimento autobloccante prevede quindi tempi di posa molto più brevi rispetto alle controparti che necessitano di colla o adesivi specifici, aspetto che incide positivamente anche sulle ore di manodopera e quindi sul costo finale.

Un altro vantaggio da non sottovalutare è che, proprio perché le componenti non hanno bisogno di essere incollate tra loro, possono essere facilmente rimosse nel caso di emergenza: lavori di manutenzione alle tubazioni o al terreno sottostante. I pavimenti autobloccanti inoltre, sono molto versatili, possono essere personalizzati e quindi donare alla pavimentazione un tocco estetico.

Questi sono i principali vantaggi di questo tipo di pavimentazione:

  • Molto semplice da pulire e manutenere
  • Altamente versatile e personalizzabile
  • Molto resistente a pesi e intemperie
  • Sostenibile a livello ambientale
  • Favorisce il drenaggio dell’acqua
  • Non si surriscalda
  • Prevede un basso costo di manodopera

 

Il pavimento autobloccante è notevolmente resistente e durevole grazie al materiale di cui è composto: il calcestruzzo vibocompresso. Alterando lo spessore e la miscela si ottiene un autobloccante più o meno resistente, in base all’uso a cui è destinato. Lo spessore minimo è 4 millimetri e il massimo è di 12. Per queste ragioni, le pavimentazioni autobloccanti sono utilizzate in moltissimi campi.

 

Quanto costa un pavimento autobloccante – Tabella prezzi al mq

 

Prezzi al mq Da A
Porfido in lastre 10,00 € 20,00 €
Mattonelle in ghiaino 10,00 € 15,00 €
Massello autobloccante grigio 7,00 € 10,00 €
Massello autobloccante drenante 15,00 € 25,00 €
Massello autobloccante colorato 15,00 € 20,00 €
Piastrella autobloccante pavimento esterno 15,00 € 20,00 €
Lastra autobloccante pavimento esterno 15,00 € 25,00 €
Grigliato autobloccante erboso 15,00 € 20,00 €
Massello autobloccante anticato 25,00 € 30,00 €
Cordolo in cemento 5,00 € (Mt lineare) 10,00 € (Mt lineare)
Cordolo in pietra ricostruita 5,00 € (Mt lineare) 8,00 € (Mt lineare)
Cordolo per pavimento autobloccante in pietra naturale 30,00 € (Mt lineare) 40,00 € (Mt lineare)
Calcestruzzo stampato 50,00 € 60,00 €
Posa Pavimento con autobloccanti 10,00 € 15,00 €

 

Tipologie pavimento autobloccante 

Le pavimentazioni autobloccanti sono disponibili in varie forme e tipologie: vediamo quelle più diffuse in commercio.

  • Autobloccanti in argilla: l’argilla è un materiale naturale e durevole nel tempo, resiste bene agli agenti chimici e agli agenti atmosferici. Si abbina bene alla pietra e per questo è un materiale molto utilizzato nell’ambito edile residenziale di campagna.
  • Autobloccanti in pietra naturale: gli autobloccanti realizzati in pietra naturale hanno un’ottima resistenza e possono essere personalizzati a seconda del proprio gusto: la pietra più utilizzata è il porfido, lo ritroviamo nelle piazze, nei parchi giochi, sui marciapiedi e nei parcheggi dei grandi centri commerciali.
  • Autobloccanti in calcestruzzo o cemento: Questo è l’autobloccante per eccellenza: il più comune in assoluto. Resiste molto bene agli agenti atmosferici, può essere personalizzato con colori cromie e venature diverse.
  • Autobloccanti in PVC: l’autobloccante in pvc è il più diffuso negli ambienti interni. Questa tipologia di autobloccante è antiscivolo ed è altamente personalizzabile, ed offre un’ottima resistenza al fuoco, e proprietà di isolamento termoacustico. Per questo viene molto utilizzato nelle pavimentazioni dei grandi uffici.
  • Autobloccanti in cotto: l’autobloccante in cotto risponde bene agli sbalzi di temperatura ma un po’ meno agli agenti atmosferici. Il cotto dona un aspetto caldo ed invitante e per questa ragione viene utilizzato molto nei contesti più rustici.

 

Pavimento autobloccante – A cosa fare attenzione

Prima di posare il pavimento autobloccante ci sono alcune considerazioni molto importanti da fare:

  • La prima e più banale è che il professionista/ditta incaricata dovrà prendere le misure della superficie da rivestire tenendo conto del movimento naturale dei blocchetti, per evitare di creare vuoti nella pavimentazione.
  • Una volta fatto questo, la cosa fondamentale è che venga livellato adeguatamente il fondo di posa per evitare che il pavimento presenti pendenze.
  • Prima della posa finale, il professionista incaricato dovrà stendere uno strato di materiale drenante, generalmente ghiaia o sabbia, così da garantire un drenaggio ideale dell’acqua.
  • Nella maggior parte dei casi, il professionista realizzerà anche una conduttura di scarico, tramite tubi e pozzetti che possano drenare la pioggia fino alle fognature circostanti
  • L’ultimo passo prima della posa è la realizzazione dei cordoli esterni, che andranno fissati con la malta cementizia, al fine di contenere la pavimentazione e donare un aspetto ordinato al lavoro.

 

Pavimento autobloccante – Posa in opera

Una volta seguite passo dopo passo le istruzioni del paragrafo precedente, si potrà procedere con la posa in opera del pavimento autobloccante. Si possono seguire tecniche di posatura differenti, a seconda del tipo di autobloccante e del gusto personale.

  • La posa classica: i blocchetti vengono posati in modo ortogonale alla superficie. Questa tecnica dona un aspetto di ordine e uniformità allo spazio.
  • La posa diagonale: questo tipo di posa forma un angolo di 45 gradi tra l’inizio e la fine della superficie di posa.
  • La posa a correre: questa posa viene anche detta anche a “cassero irregolare”. I blocchetti presentano le stesse dimensioni in larghezza ma una lunghezza diversa. Tecnica di posa molto utilizzata negli ambienti esterni, dona dinamicità allo spazio.
  • La posa a spina di pesce: i blocchetti vengono posati in file parallele, con un angolo di 45 o 90 gradi tra ognuno di essi.

 

Una volta posati i blocchetti, il professionista potrà installare dei giunti tra un blocco e l’altro. Gli giunti evitano lo spostamento dei blocchetti e danno stabilità all’intera pavimentazione. Fatto questo, si poserà uno strato di sabbia fine che aiuterà il drenaggio dell’acqua.

 

Pavimento autobloccante — Pro e contro

Come abbiamo già detto in precedenza, le pavimentazioni autobloccanti sono estremamente versatili e permettono un grado di personalizzazione molto elevato.

A seconda della tipologia di blocchetti e della tecnica di posa scelta, è possibile creare diverse fantasie, in base all’ uso che si dovrà fare di questo pavimento, che sia urbano, residenziale, industriale, pubblico o privato.

Un altro grande vantaggio è che dopo la posa in opera di questa pavimentazione, non bisogna attendere per transitare, è pronta all’uso. L’autobloccante non prevede l’utilizzo di colle o adesivi e per questo è molto diffusa, soprattutto tra le pavimentazioni esterne. Il costo è un altro aspetto fondamentale: il pavimento autobloccante è economico sia a livello di materiali che di posa in opera.

Gli svantaggi di questo tipo di pavimentazione sono: la possibilità che si formi della vegetazione spontanea tra un mattone ed un altro, per cui sarà necessario diserbare periodicamente e la formazione di avvallamenti qualora la massicciata o il sottofondo non siano stati sistemati alla perfezione, creando possibilmente dei problemi nel drenaggio dell’acqua.

 

Pavimento autobloccante — Agevolazioni fiscali

L’Agenzia delle Entrate ha comunicato che il rifacimento delle pavimentazioni esterne sono soggette al Bonus Ristrutturazioni 50% (detrazione IRPEF del 50% del costo sostenuto, fino ad un massimo di €96.000 come importo totale di spesa) in queste circostanze:

  • Singole unità abitative: nuova pavimentazione o sostituzione di quella preesistente modificando la superficie e i materiali, quindi a tutti gli effetti un intervento ex novo.
  • Spazi esterni condominiali: rifacimento con dimensioni e materiali uguali a quelli preesistenti, quindi è ammessa la detrazione solamente quando pavimento viene sostituito con uno nuovo che mantenga le stesse dimensioni e lo stesso materiale del precedente.

 

Posa pavimento autobloccante — Come risparmiare

La posa di un pavimento autobloccante è un’operazione delicata che va affidata a ditte esperte.

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